Opportunità

 di Davide Bagioli

ITIS P. Paleocapa

Avete mai girato la medaglia dalla parte in ombra? Avete mai voluto farlo? Avete mai provato per curiosità o in cerca di sollievo?

Sto parlando della capacità di trarre il meglio da tutto quello che ci capita; brutto o gradevole che sia, tutto quello che sperimentiamo sulla nostra pelle ci lascia qualcosa, e l’esperienza in primis, come la parte della medaglia che riflette, è la prima che ci colpisce inevitabilmente.

 

Stiamo bene quando ci capitano cose positive; ovviamente ci sentiamo meglio. D’altro canto è anche vero che queste esperienze non sono quelle che ci aiutano a crescere, o se lo fanno, in minima parte. Non è rincuorante da sentir dire, ma la realtà ne dà la conferma, per crescere emotivamente e come persone, bisogna soffrire.

 

La vita, che è densa di momenti negativi, volenti o nolenti, è promotrice di questo sviluppo e ci offre la possibilità di crescere; stà a noi poi se accettare a malincuore queste circostanze, cercando un’opportunità di crescita che non è mai facile da trovare.

 

Viviamo in un mondo prettamente “tecnico-scientifico”, come lo descrive il filosofo U. Galimberti, che non lascia spazio alle emozioni, dove ogni crescita è finalizzata allo sviluppo della Tecnica e non dell’individuo; questo blocco, chiamato Lockdown, è stato una sorta di ripresa sul nostro tempo, in continua accellerazione, che non ci vede ne come protagonisti ne come Persone.

 

Questa Quarantena ci ha portato ad essere un po’ più soli, ci ha lascito con i nostri sentimenti e pensieri, ci ha fatto stare in loro compagnia, vis-à-vis, ci ha fatto soffrire, ma è proprio questa convivenza inaspettata e sgradevole, a cui non siamo più abituati, che ci ha fatto crescere.

 

Personalmente, da ragazzo adolescente quale sono, credo di apparire estraneo al modo comune di pensare, nel dire “Grazie” a questa Quarantena.

 

“Grazie”, perchè mi hai permesso di guardare la direzione della mia vita da una prospettiva e una tempistica irreale nei nostri giorni..

“Grazie” di avermi portato a scavare nel mio profondo per farmi trovare la mia identità e per avermi portato un passo avanti nella scoperta del mio Daimon, ergo un passo verso l’eudaimonia.

“Grazie” per aver evidenziato le cose importanti della mia vita e a farmele, come in rilievo, arrivare prima al tatto, lasciando in apparente inesistenza quelle superflue.

 

Certo la rinuncia alle nostre abitudini è stata dura per tutti, nessuno escluso; proprio per questo infatti ho sentito l’opportunità, ma ancora prima la necessità, come altri, di sfruttare questa condizione di reclusione per un vantaggio personale: per un’opportuna possibilità di crescita.

 

Davide Bagioli