Lettera a un ragazzo nato nel 2020

Lettera a un ragazzo nato nel 2020

 di Sonia Chiodini

I.S. Lorenzo Federici

Se stai utilizzando la tecnologia, spegnila per un po’. Ci fu un tempo nel quale era l’unica sicurezza che avevamo, un mondo diverso per scappare da quel mondo che non riconoscevamo

Caro ragazzo nato nel 2020,

Se stai utilizzando la tecnologia, spegnila per un po’.

Ci fu un tempo nel quale era l’unica sicurezza che avevamo,

un mondo diverso per scappare da

quel mondo che non riconoscevamo.

Esci, dai un abbraccio ad amici e familiari,

dimostra loro affetto, ora che si può fare.

Solo la mancanza fa emergere ciò che è vicino,

solo il tempo e lo spazio rafforzano i legami.

Esci, fai una passeggiata,

assapora l’aria sul viso e respira a pieni polmoni.

L’aria pura era veicolo del dolore,

barriera troppo sottile che da sola non poteva funzionare.

Osserva la natura, rispettala.

Ammira le bellezze del nostro territorio.

Non banalizzare il singolo fiore che

acquista bellezza una volta ammirato.

Quando vai dal medico, ringrazialo,

fa parte della squadra che ci donò la speranza.

Prova a immaginare quanto abbiamo passato

e ricorda a tutti di non dimenticare.

Cogli l’essenziale, di queste parole che

sono emerse dal mio cuore:

Silenzio che assorda più delle

difficili parole che ci giungono dal mondo.

Salute, che fa più paura di una passata malattia.

L’ignoto, l’entità inaspettata che

rovina i veggenti, tutti gli uomini.

Ci si aggrappa alla speranza

per non precipitare nell’oblio.

Ci si aggrappa alla scienza

per non precipitare nella superstizione.

Ci si aggrappa all’amore

per non cedere alla forza del male.

Ricordati che

quando sei nato eri un arcobaleno in mezzo alla tempesta,

un “andrà tutto bene” in mezzo alla disgrazia.

 

Sonia