La mia esperienza Covid19

 di Alessia Mauri

Istituto Caterina Caniana

Quando a gennaio abbiamo saputo di questo nuovo virus il Covid-19, che stava facendo migliaia di vittime in Cina nella città di Wuhan e che aveva provocato l’isolamento in quarantena di milioni di persone, la maggior parte di noi non ha prestato grande attenzione alla notizia.

E poi è arrivato l’obbligo di rimanere in casa e questo ci ha colti di sorpresa e ci ha travolti facendoci sentire come dei criminali rinchiusi in carcere o ai domiciliari. Le giornate hanno iniziato a passare tra lezioni virtuali, compiti e videochiamate con gli amici. Io fortunatamente ho una casa abbastanza spaziosa nella quale stare comoda senza sentirmi claustrofobica, ma altre persone che conosco sono costrette a vivere in spazi limitati e … poi è iniziato a diventare tutto più difficile in famiglia si è diventati tutti più nervosi e stressati, i nostri genitori sono diventati sempre più angosciati e preoccupati per una questione economica. Mio papà lavora da casa, ma per esempio mio zio rischia di fallire perché non ha lavoro e questo ha reso il tutto un vero incubo.

” adesso quei fatti che sembravano così lontani sono diventati la nostra realtà quotidiana e a volte cediamo alla disperazione e all’egoismo “

E poi è arrivato l’obbligo di rimanere in casa e questo ci ha colti di sorpresa e ci ha travolti facendoci sentire come dei criminali rinchiusi in carcere o ai domiciliari. Le giornate hanno iniziato a passare tra lezioni virtuali, compiti e videochiamate con gli amici. Io fortunatamente ho una casa abbastanza spaziosa nella quale stare comoda senza sentirmi claustrofobica, ma altre persone che conosco sono costrette a vivere in spazi limitati e … poi è iniziato a diventare tutto più difficile in famiglia si è diventati tutti più nervosi e stressati, i nostri genitori sono diventati sempre più angosciati e preoccupati per una questione economica. Mio papà lavora da casa, ma per esempio mio zio rischia di fallire perché non ha lavoro e questo ha reso il tutto un vero incubo.

Certo qualcuno continua a vivere nel disinteresse per ciò che accade “perché il male altrui, fosse anche quello di chi ci è vicino, non è considerato male finché non ci riguarda direttamente”. Noi ormai siamo rassegnati al fatto che le scuole non riapriranno e che per esempio mio fratello farà l’esame di terza media online, ma quando potremo di nuovo uscire di casa?

 

La storia ci ha parlato spesso di pandemie e per noi studenti tutto ciò era un qualcosa di scritto e irreale, ma adesso la situazione è diventata una brutale realtà a cui non sappiamo dare una fine…

 

Adesso quei fatti che sembravano così lontani sono diventati la nostra realtà quotidiana e a volte cediamo alla disperazione e all’egoismo. Abbiamo capito che questo virus ci raggiunge a causa dell’egoismo dell’essere umano sulla natura, della sua violenza nei confronti degli altri esseri viventi. Prima le nostre angosce erano per il futuro e riguardavano la mancanza di lavoro e la possibilità di essere costretti a cercarlo fuori dall’Italia, ora abbiamo iniziato a dubitare del futuro stesso e la nostra paura più grande è diventata la morte. Io spero in qualcosa di meglio per il nostro mondo di una video-lezione, una maratona di film e una nottata al telefono con la mia migliore amica.

” desiderare qualcosa di diverso dal nostro futuro “

Mi manca anche solo andare sul pullman e ridere con i miei amici, parlare non solo al telefono con Veronica, la mia migliore amica …. Fermarci a guardare i ragazzi che ci piacciono e fantasticare …. ci chiediamo sempre quando sarà ancora possibile! Poi la mia situazione è ulteriormente complicata perché soffro di una malattia autoimmune che riguarda il sistema respiratorio e non avendo gli anticorpi igA sono soggetta a polmoniti, per cui per me questo virus rappresenta un vero e proprio killer, quello che potrebbe uccidermi! Quindi io ho paura e i miei genitori ancora di più. La morte sembra un fantasma che aleggia come una nebbia su Bergamo.

 

Spero in un mondo pieno di giustizia, di rispetto, di un mondo in cui gli esseri umani possano vivere in armonia e senza paura e che questa pandemia possa renderci migliori, meno egoisti e più empatici.  Spero inizieremo a desiderare qualcosa di diverso per il nostro futuro. Spero che prima o poi potremo tornare ad abbracciarci, e che forse i nostri abbracci saranno più autentici e le nostre azioni più responsabili.

 

Alessia Mauri